Lombardia Europa 2020

Pubblicato martedì 2 luglio 2019

Le novità del Fondo sociale europeo

Potranno finanziare anche sanità pubblica e innovazione sociale

di Marcello Volpato

martedì 2 luglio 2019

Luisa Lovisolo, docente nei seminari informativi del Progetto SEAV, spiega le novità dello storico fondo attivato dall'Unione europea con i trattati di Roma del 1957. Nuovi campi di intervento e possibilità di accesso diretto per gli enti locali.


Una delle principali novità della programmazione europea, almeno quella proposta dalla Commissione uscente che passerà al vaglio e all’approvazione dei nuovi organismi comunitari in seguito al rinnovo del Parlamento di Strasburgo, riguarda il Fondo sociale europeo.

Lo spiega Luisa Lovisolo (qui la nostra videointervista), docente a contratto all’Università Cattolica di Milano sulla programmazione europea e nell’ambito dei seminari informativi promossi da Anci nell’ambito del progetto Lombardia Europa 2020.

L’Fse è storicamente il primo fondo strutturale introdotto dall’Unione europea con i Trattati di Roma del 1957, e si è sempre occupato del tema, allora come oggi prioritario, della piena occupazione delle persone sul territorio comunitario.

La novità tanto attesa, dettaglia Lovisolo, è che con il budget proposto per il settennato 2021-2027 (a questo link un'utile e interessante sintesi di Regione Lombardia, con i rimandi più significativi e completi), l’utilizzo del fondo da parte degli stati membri potrà essere esteso alla sanità pubblica e all’innovazione sociale, ovvero alle nuove modalità di gestire le diverse problematiche relative alle varie forme di esclusione e disagio.

“I programmi finora finanziati con il programma sperimentale EaSI (Employement and Social Innovation) Progress – spiega la professoressa – transiteranno nel Fondo sociale europeo Più e non giungeranno ai progetti solo attraverso le Regioni, quindi in modo indiretto, ma le comunità territoriali potranno accedervi in modo diretto: per questo è necessario che gli enti locali si attrezzino facendo crescere le proprie capacità di promuovere e fare rete e di progettare interventi in questi ambiti”.

Un motivo in più per partecipare e far crescere il progetto SEAV – Servizi Europa di Area Vasta – promosso da Anci Lombardia e Regione Lombardia con il supporto di Provincia di Brescia e UPL, l’unione delle province lombarde.

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