Pubblicato giovedì 10 ottobre 2019
Il Presidente del Dipartimento Europa di ANCI Lombardia interviene a un incontro in programma: "Agiamo su tre livelli: regionale, comunale e con l'Agenzia di coesione. A Bruxelles chiediamo più risorse, a noi stessi di usarle bene"
"Come ANCI dobbiamo coinvolgere di più gli enti locali sulle principali questioni europee come il bilancio pluriennale e i fondi dell'UE. Ma dobbiamo farlo in maniera corretta".
Lo ha detto Carmine Pacente intervenendo a uno dei convegni di apertura dell’European Week of Regions and cities il 7 ottobre scorso a Bruxelles, rivolgendo il suo discorso al pubblico, presenti in sala anche l’assessore regionale lombardo all’Ambiente, Raffaele Cattaneo e il segretario generale vicario di Regione Lombardia, Pier Attilio Superti.
“Sindaci e amministratori locali chiedono strumenti finanziari e come poter cogliere le opportunità europee affinché la programmazione dell'Ue possa incidere positivamente sulla vita quotidiana dei loro concittadini. Come Anci stiamo lavorando su livelli diversi – ha spiegato Pacente: il livello regionale perché sul FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) ci sia più del 6% per lo sviluppo urbano. E poi cerchiamo di incidere sul livello comunale, soprattutto per coinvolgere i centri piccoli e medi, oltre alle metropoli come Milano, attraverso la definizione di aree funzionali coerenti”.
Pacente ha poi detto che altro tavolo importante di azione è “l’Agenzia nazionale per la coesione, per fare atterrare in modo positivo ed efficace sui territori le risorse finanziarie. In Italia abbiamo un’esperienza molto interessante, costituita dai PON sulle aree metropolitane che ha destinato 40 milioni di euro per le città del nord (tra cui Milano Genova Torino) e 90 milioni per le città del sud (come Napoli e Bari).
Risorse gestite "direttamente" dalle autorità urbane, ha detto ancora il Presidente del Dipartimento Europa di ANCI Lombardia, e che sono servite per attivare progetti di sviluppo e inclusione sociale, social housing, per la mobilità urbana e le infrastrutture. “Così siamo riusciti a dimostrare e a far toccare con mano ai cittadini che l’Unione europea può incidere positivamente sulla vita quotidiana. Non un approccio solo dall’alto ci può aiutare ma al contrario un processo che coinvolga anche i livelli più a contatto con i cittadini”.
Infine abbiamo bisogno di una nuova generazione di Urban Innovative Action. La Commissione europea propose due anni fa questa iniziativa da 5 milioni di euro per le grandi città ma anche per le città medio piccole. “Questo consente di mettere in campo partnership tra grandi e piccoli centri per attuare l’agenda urbana. Servono molti più fondi e molti più strumenti. Non basta dire ai cittadini "partecipazione". Bisogna farli partecipare su cose concrete. Non sul nulla”, ha concluso Pacente.
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